Ristrutturazione Ufficio # 001 | 2010
giugno 30th, 2011 lorenzomartellaRistrutturazione Ufficio # 001 | 2010
Ristrutturazione Ufficio # 001 | 2010
Concorso di Progettazione per un nuovo ponte ciclo-pedonale nella sede del “ponte Leopoldo II” | Poggio a Caiano (PO) 2010
* * *
Gruppo di Concorso: arch. Lorenzo Martella, arch. Massimiliano Mazzetta
L’obiettivo del progetto parte dalla necessità di accostare la preesistenza storica al nuovo intervento. Su questo punto le riflessioni sono state differenti e alla fine la decisione è stata quella di agire per contrapposizione stilistica in modo da rendere netto e riconoscibile il distacco tra il vecchio e il nuovo senza comunque trascurare la tematica dell’integrazione architettonica e strutturale. Il progetto della struttura è composto da due ordini di grandezza: una spaziale e una strettamente funzionale (ovvero il telaio di attraversamento). È evidente che a rigor di logica la sola presenza dell’ordine funzionale garantirebbe comunque la riuscita dell’intervento purtuttavia la soluzione che si prospetterebbe, a nostro avviso, resterebbe priva di quella immediata riconoscibilità che i resti antichi hanno tenuto viva fino ad oggi. Sarebbe quasi una violenza, una discontinuità, una cesura che non provocherebbe alcun altro effetto se non quello di privare di identità un riferimento storico importante per il luogo compreso tra il Comune di Prato e quello di Poggio di Caiano. Read the rest of this entry »
Progetto per un complesso residenziale e commerciale | Agg # 002
* * *
Un progetto su un lotto stretto e molto lungo: è impedita la visione del complesso per intero dalla strada. La vicinanza tra l’osservatore e il manufatto in qualche caso è minima e la percezione di una qualsiasi prospettiva diventa difficile. Quando ci si confronta con un incarico il committente porta in essere la necessità congenita di sfruttare tutto il volume a disposizione fino all’ultima frazione decimale e ogni volta io non posso fare a meno di chiedermi: che senso ha questo? Per meglio dire: come fare a mantenere la qualità del progetto? Spesso la cosa diviene davvero una operazione assai ardua e nel migliore dei casi l’unica soluzione possibile sembra essere quella di disegnare le facciate dell’edificio rinunciando a quello che dovrebbe essere il compito principe dell’architetto, e cioé quello di creare spazi. L’intervento prevede due edifici, uno di tre e uno di quattro piani distanziati di circa 30 m l’uno dall’altro; i manufatti non hanno un altezza particolarmente elevata tuttavia questa è la più ampia con la quale io abbia avuto modo di confrontarmi nell’ambito del costruito e devo dire che questa esperienza mi ha fatto meglio valutare la percezione dello spazio in “alzato” soprattutto in presenza di profondità di campo ridotta. L’architettura, per quanto mi riguarda dovrebbe trovare il coraggio di ridursi in altezza quanto più si espande in pianta con particolare riferimento a un tessuto abitato medio o molto denso. Read the rest of this entry »
Concept # 011 | Progetto per un piccolo complesso residenziale
Progetto per un complesso residenziale e commerciale
* * *
Un progetto su un lotto stretto e molto lungo: è impedita la visione del complesso per intero dalla strada. La vicinanza tra l’osservatore e il manufatto in qualche caso è minima e la percezione di una qualsiasi prospettiva diventa difficile. Quando ci si confronta con un incarico il committente porta in essere la necessità congenita di sfruttare tutto il volume a disposizione fino all’ultima frazione decimale e ogni volta io non posso fare a meno di chiedermi: che senso ha questo? Per meglio dire: come fare a mantenere la qualità del progetto? Spesso la cosa diviene davvero una operazione assai ardua e nel migliore dei casi l’unica soluzione possibile sembra essere quella di disegnare le facciate dell’edificio rinunciando a quello che dovrebbe essere il compito principe dell’architetto, e cioé quello di creare spazi. L’intervento prevede due edifici, uno di tre e uno di quattro piani distanziati di circa 30 m l’uno dall’altro; i manufatti non hanno un altezza particolarmente elevata tuttavia questa è la più ampia con la quale io abbia avuto modo di confrontarmi nell’ambito del costruito e devo dire che questa esperienza mi ha fatto meglio valutare la percezione dello spazio in “alzato” soprattutto in presenza di profondità di campo ridotta. L’architettura, per quanto mi riguarda dovrebbe trovare il coraggio di ridursi in altezza quanto più si espande in pianta con particolare riferimento a un tessuto abitato medio o molto denso. Read the rest of this entry »
Progetto per una abitazione unifamiliare (House IV)
* * *
Il progetto prevede una soluzione a un solo piano rialzato su più livelli. Lo spazio si organizza a partire da piccoli corti interne che offrono luce e aria agli ambienti più centrali data l’estensione planimetrica relativamente ampia. Una casa a un solo piano per me rappresenta la comodità assoluta, la maniera più naturale di vivere il proprio spazio e soprattutto una straordinaria possibilità di interagire con la “stanza” più importante che è il giardino. Read the rest of this entry »
Progetto per una abitazione unifamiliare (House III)
* * *
Questa abitazione si base uno stabile esistente a un solo piano con struttura in cemento armato. La preesistenza non ha permesso una grande libertà in pianta che infatti ha subito soltanto un piccolo ampliamento. Da questa premessa venne man mano a delinearsi l’idea di uno spazio porticato tale da modificare percettivamente la sagoma a terra dell’edificio ma anche utile per la creazione di terrazze scoperte al piano superiore che si aveva l’idea di realizzare. La preesistenza venne così circondata da solai a sbalzo e poi sopraelevata di un piano chiuso a sua volta da un tetto piano. Read the rest of this entry »
Progetto per una abitazione unifamiliare (House II)
* * *
Questa casa è probabilmente l’incarico migliore che mi sia capitato, una situazione assai singolare dove i genitori volevano realizzare un abitazione per un loro figlio ancora bambino e il referente principale era appunto lui, un ragazzino da un temperamento assai gioioso e amichevole. Ricordo ancora quando venne a trovarmi la prima assieme ai genitori e quando gli rivolsi l a domanda: ” … come vorresti la tua casa?”, mi diede una risposta tanto semplice quanto inaspettata: “Comoda!”. Read the rest of this entry »